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Ammazza quanto è pesante 'Blackwaters'! È stata la sua mole imponente la prima cosa che ci ha colpito, poi abbiamo realizzato che per fortuna avevamo ancora forza per scriverne una recensione. I Terrorway sono esordienti e dimostrano già di avere uno spettro di influenze decisamente monolitico. In primis, i Meshuggah. Alcune parti (soprattutto gli stacchi di batteria) sono letteralmente scippate a 'obZen'. Decidete voi se è un pregio o un difetto. Al tipico cingolato di chitarre ribassate e alla sfera di caos, si affianca un groove che fa molto metal moderno, e stavolta ci vengono in mente i Chimaira. Le vocals invece richiamano il metalcore, urla disperate che ai infrangono contro il wall of sound immane dei Nostri. 'Blackwaters' (corredato da una ottima copertina) insomma è un album che prende spunti da frange estreme ed attuali del metal, cerca consensi senza esporsi a rischi di alcun tipo (niente voci pulite, niente old school nostalgica, niente emo). Quello che manca è il guizzo, un'idea che innanzitutto sia personale e poi che possa spiccare sulla concorrenza. I nomi citati per ora sono lontani, bisogna lavorare meglio sulle linee vocali (i sussurri ok, sono un buon inizio per variare la proposta) e sulla struttura dei brani. I Terrorway hanno ancora margini di miglioramento e speriamo che possano riprendere il discorso fatto con "Ruins", traccia finale che lascia intravedere qualche spunto differente.

 

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Oct 21, 2013 Visits: 868