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L’atteso debutto discografico dei Terrorway è finalmente passato anche al vaglio delle orecchie della redazione di Metalwave uscendone certamente più che promosso. La combo sarda ha iniziato la propria carriera nel 2010 con l’esordio in formato Extended Play di ‘Absolute’, piccolo ma interessante disco che ha fornito buone aspettative un po’ ovunque. Ecco quindi il tempo di ‘Blackwaters”, acque nere anzi nerissime fatte di riff di chitarra downtuned, ottime interpretazioni dietro le pelli, buoni muri sonori di basso e vocals più che opportune per l’occasione. Sostanzialmente i Terrorway appartengono a quella scena musicale estrema estremamente moderna più interessata a forgiare i propri pezzi nelle ritmiche ma nonostante ciò non sembrano privi di melodia, i Nostri sanno inserire minute ma stuzzicanti idee anche piuttosto sperimentali come ad esempio la chitarra classica della coda di ‘Ruins’ che chiude in bellezza il platter.

Ci troviamo di fronte a qualcosa ulteriormente limabile e migliorabile ma di certo pur non essendo esente da piccolissimi difetti sa davvero il fatto suo e appare come un disco fortemente energico, vero, vissuto, ritmico nell’accezione più letterale del termine e soprattutto scevro da noia, tant’è che risulta ben difficile rintracciare eventuali punti morti o cali di tensione. Vi garantisco che i Terrorway posseggono armi ben affilate e tra riff sbilenchi a mo’ dei primi Meshuggah, precise andature di ottima fattura e un perfetto muro sonoro di una violenza mai gratuita ma anzi intelligente, hanno iniziato a guardare molto più in là dello stesso Bel Paese; del resto il livello qualitativo di ‘Blackwaters’ parla chiaro: la band ci dà dentro dall’inizio alla fine e non cede a compromessi.

Pollice alzato più che mai.

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Sep 1, 2013 Visits: 562