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Io e Marcello siamo particolarmente affezionati ai Terrorway poiché è con loro che Mondo Metal ha esordito. Non per questo non sarò obiettiva, e obiettivamente il loro primo full "Blackwaters", in uscita il 30 settembre per la "Bakerteam Records", è una bomba! Lo "stile Terrorway" è ben rodato e Sidh al microfono si è dimostrato un ottimo acquisto. Prima di addentrarmi nel track by track, per evitare di ripetermi all'infinito, ecco alcune "linee-guida" valide per tutti i brani: - le canzoni sono ben articolate e complesse, piuttosto consistenti per quanto riguarda il minutaggio; certo, occorre magari un ascolto in più per assimilarle, ma ne vale la pena; - i ritmi sono sincopati, mai lineari, e fortemente cadenzati; sebbene non si vada oltre i mid-tempos, la sezione ritmica martella instancabilmente. È così che si suona il basso, ragazzi! - la prestazione vocale di Sidh è davvero molto buona: si va da un sussurrato a un harsh spesso urlato in cui, però, si percepisce chiaramente quale sia il timbro naturale; - gli assoli di Ivan hanno sempre un sapore particolare, ora malinconici, ora rabbiosi, ora infidi e striscianti, ben eseguiti in ogni caso; - merito sicuramente della produzione, i suoni sono ben calibrati, perciò ogni elemento è valorizzato e nessuno soffoca l'altro.
Veniamo ora alle 9 tracce. "Wretched" è introdotta da un sample ambientale e poi parte in quarta, con bei fraseggi chitarristici, un po' alla At the Gates, e un cantato incisivo. Dopo un assolo e un cambio di ritmo, si sfuma verso un finale effettato. Personalmente vado matta per "Blackwaters": subito cadenzata al punto tale che non posso restar ferma sulla sedia, si destreggia tra vari cambi fino a giungere a uno stop, dove si inserisce il prezioso apporto di Ivan. È la pausa che ci occorre per assimilare un'ulteriore variatio, di tempo e di mood. Entusiasmante. Sovrapposizioni di chitarra in fade-in aprono "In a Swamp" (di cui è disponibile il video): perfetto esempio del groove dei Terrorway, in cui i ritmi sincopati, eseguiti con assoluta precisione da Cosma, vengono accompagnati da un Giovanni in splendida forma. Finale quasi tribaleggiante delle percussioni, molto bello. Anche "Keep Walking Silent" parte bella carica, per poi conoscere momenti di relativa quiete, quando anche Sidh si adegua e sussurra. I toni si incupiscono nel finale acustico. "The Inescapable Plot" e "Chained" sono potenti, con degli intermezzi "tranquilli" - torna anche il sussurrato - atti a spezzare la tensione palpabile. La seconda traccia è legata a "Renewal", che si distingue subito per il clima da "spy story", come mi piace definirlo, che la chitarra ha saputo instaurare: riff e arpeggi cupi e ben poco rassicuranti. In "A Cursed Race", dopo i tipici cambi di tempo a cui siamo avvezzi, si assiste a un climax di disperazione a cui si accoda un Sidh calato perfettamente nella parte. Terminiamo con "Ruins", forse il pezzo più malinconico del full, seppur non meno potente; a sorpresa, un finale dal sapor di flamenco offertoci da Ivan!
"Blackwaters", in definitiva, è un album ottimo e abbondante. Che volere di più? Vi consiglio di procurarvelo assolutamente!

 

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Aug 25, 2013 Visits: 517