News

New review on rockandmetalinmyblood



Terrorway nascono nel febbraio del 2009 da un'idea del chitarrista Ivan Fois e dopo aver completato la line up si buttano nella stesura di Absolute, ep che vede la luce sul finire del 2010 e che giunge tra le mie mani oggi via K2 management. Ringrazio anticipatamente e pubblicamente  Ivan (chitarra) per la sua disponibilità ed esaustività nel rispondere alle mie curiosità sul dischetto in questione.  Due parole di introduzione sulla band di Cagliari, che vede tra le sue fila oltre al già citato  Ivan Fois anche Cosma Secchi (batteria), Giovanni Serra (basso) e Anselmo Mascia(voce), quest'ultimo però fuoriuscito dalla band dopo la pubblicazione dell'album e sostituito daValentino Casarotti
L'artwork di copertina si presenta semplice ma d'impatto, con l'ingrandimento di un filo spinato su sfondo dalle tonalità rosse, logo centrale chiaro e comprensibile nella tradizione del modern metal. Sì perchè proprio di metal moderno andiamo a parlare con questo ep di 5 canzoni per una durata totale di  22 minuti  che si apre con Her last breath, brano dalle tinte forti sia per quel che concerne la parte musicale, sia per quello che riguarda il testo basato sull'osservazione di uno stupro da parte di una persona che però non riesce a fare nulla per evitarlo! Il brano mostra alcune delle carte vincenti dei Terrorway : riffoni spessi e ribassati, non banali, voce cattiva ma non gutturale, cambi di tempo, batteria bella presente. Brano angoscioso e roccioso. La successiva Art of discernment (arte del discernimento) è incentrata appunto su quello che avviene tutti i giorni davanti ai nostri occhi senza fermarsi alle apparenze così da permetterci di fare le scelte più appropriate durante il corso della nostra esistenza e musicalmente prosegue il discorso iniziato sull'opener risultando però meno cervellotica e di conseguenza più immediata. Canzone che cresce esponenzialmente nella seconda metà a partire da un indovinato assolo non ipertecnico (e non che questo sia un male, attenzione bene) ma particolare dalle tinte quasi "egizie" e con dei suoni diversi dagli standard canonici per proseguire poi in un'apertura quasi melodica poggiata comunque su riff vorticosi, in cui si apprezza un bel tappeto di basso e una voce più pulita e riverberata che dona al pezzo un secondo volto decisamente inaspettato e molto apprezzato dal sottoscritto.  Aspetto questo che viene poi ripreso anche nella successiva Survivalist instinct , a mio avviso il pezzo forte dell' ep, liricamente basata sulle azioni inconscie che l'stinto di sopravvivenza può portare a compiere. Bello il riff iniziale a metà tra NevermoreMeshuggah in cui si incastra bene la voce semi pulita ed effettata, quasi a sembrare dei Deftones più metallosi. Brano dai riff piuttosto cervellotici e intricati fino all'inaspettato arpeggio che fa la sua comparsa verso la metà e che da' modo alla sezione ritmica di muoversi su tempi tagliati e accenti in levare, su un cantato pulito e sofferto prima della necessaria sfuriata finale. Quarto brano è Threshold of pain, che parte in pompa magna su un decisissimo up tempo dai riff stoppatissimi, seguito da un'ulteriore accelerazione ritmica con la comparsa per la prima volta anche di alcuni blast beat di batteria e di nuovo un solo dai suoni "diversi". Da segnalare anche l'apertura verso tre quarti di canzone con chitarre meno chiuse prima dell'angosciante atmosfera finale. Brano che fa da ideale colonna sonora per il dolore mentale trattao nelle liriche e che risulta appropriato nel dare un senso di inquietudine e caos, peccato per il finale sfumato che mi lascia un pò di amaro in bocca. Comunque piccoli dettagli ampiamente spazzati via dall'inizio della conclusiva Substance of the waycon un bel riffone di estrazione thrash con code in tempi dispari (grandi!) . Nel prosieguo si fa fatica a non scapocciare vista l'abbondante presenza di dinamiche stoppate alternate a partiture più aperte, e quoto di nuovo la scelta del solo dal suono (voluto) dal retrogusto quasi lo-fi che è per me un vero valore aggiunto a questo dischetto, assolo sorretto da un ottimo lavoro al basso che in alcuni fraseggi doppia la chitarra.  Ottima chiusura di un ottimo album con questo pezzo che tratta la ricerca della propria giusta collocazione nel mondo.
In definitiva, con questo AbsoluteTerrorway ci offrono un ottimo e interessante debutto in cui mostrano alcune idee notevoli e con una certa dose di coraggio (specie nei suoni dei solos). Metal moderno, che strizza l'occhio ai Meshuggah meno cervellotici e ai Mastodon meno space in alcuni frangenti, aggressivo ma anche ragionato, con produzione ovviamente moderna che forse può risultare ostico ai puristi in senso stretto, ma che può essere estremamente consigliato oltre agli amanti del "modernismo" anche a quegli ascoltatori dall'orecchio un poco più evoluto in cerca di qualità. Perchè di qualità in questo ep ce n'è! Attendo il full lenght.

Voto 7,5

Comment


Return
Feb 7, 2013 Visits: 626